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venerdì 16 dicembre 2011

La Camera dei deputati ha pagato per anni 25 milioni di euro/anno (c'è chi dice 30) per l’affitto di un palazzo (Palazzo Marini) che per buona parte della settimana è rimasto del tutto deserto. Il proprietario è un imprenditore edile che ha acquistato l’enorme residenza a 500 metri da Montecitorio che ospita gli uffici di alcuni parlamentati. Di fatto il mutuo lo ha pagato il Parlamento (leggi: NOI). Adesso sembra che gli Uffici traslocheranno. Ma Palazzo Marini è l’unico palazzo preso in affitto dal quale la Camera può andar via con preavviso. I contratti relativi agli altri palazzi, tutti nella zona di piazza S. Silvestro e anche questi con durata 9+9, non prevedono infatti alcuna possibilità di recesso anticipato: l’Aula di Montecitorio è prigioniera dei contratti sottoscritti. Condizioni vantaggiose per l’imprenditore romano che ha offerto alla Camera servizi di alta qualità a prezzi sottocosto (poco più di 13 euro per un menù completo che comprende ad esempio bistecca di chianina o scampi appena pescati. 
L'imprenditore (Sergio Scarpellini) “Con la rescissione di Palazzo Marini 1 – dice limprenditore – decadranno di conseguenza anche i servizi relativi ed io mi ritroverò costretto a mandare a casa 350 dipendenti”..

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